La matematica è la nostra lingua per parlare col mondo

abstract

L'ho sempre guardata con rispetto e un po' di paura, ma devo riconoscergli la maestosità...che è una parola che non avrei mai associato alla matematica fino a qualche tempo fa.

La matematica, vista nella giusta luce, possiede non soltanto verità ma anche suprema bellezza – una bellezza fredda e austera, come quella della scultura.

Bertrand Russel

Le sfumature dipendono dagli occhi di chi le guarda, ma questa strana lingua lascia un segno affascinante nella nostra vita. O forse no. Spesso non ce ne rendiamo conto perché le cose le chiamiamo con nomi diversi, per noi la matematica è soprattutto aritmetica. Spesso non sappiamo che è molto di più. Spesso non capiamo che noi siamo matematica.

Tutte le nostre percezioni non sono altro che comunicazione con tutti i fenomeni che ci accadono intorno. E’ impossibile contarli, ma sappiamo che a volte il mondo si ripete. Lo abbiamo scandagliato partendo dai nostri sensi per abbandonarci all’intuizione. Dovevamo capire. E per farlo ci serviva un linguaggio per comunicare. Abbiamo cominciato a parlare, a disegnare e a scrivere, ma nessuna parola ha senso per noi finché non riusciamo a darle un significato.

La matematica può spiegarci il mondo, quindi tutto il mondo che percepiamo è matematica. Avreste potuto chiamarla in altro modo, di lingue ne esistono infinite, ma quando la nostra bocca sente il dolce dello zucchero in una tazzina di caffé, quando guardiamo una fiocco di neve, quando percepiamo il vento sul nostro viso, ebbene noi siamo matematica.

La matematica in una lente

Per quanto possa sembrare complessa una formula di geometria, i nostri occhi hanno imparato a capire la deflessione della luce attraverso una lente. E vi assicuro che questo non è neanche lontanamente paragonabile. Tutto può sembrare più piccolo o più grande, dipende tutto dalla distanza e dalla forma del vetro. Questo lo sappiamo. Per noi è normale che accada, indipendentemente da quanto una formula possa sforzarsi di descrivere in modo complicato ciò che sta accadendo.

E’ una lingua strana, che parla di relazioni più che di risultati. Racconta efficienza, ma molto più spesso semplicemente bellezza. Insieme a ordine e armonia è la parola che useremo se fossimo di fronte ad un girasole. C’è qualcosa nella disposizione dei petali e in tutta la sua forma in generale. E’ la stessa sensazione che avremmo di fronte ad una pigna, una pianta di aloe e perfino un broccolo. Ci deve essere qualcosa, tutto questo deve avere una regola che si ripete. Quella stessa regola a cui noi siamo sensibili perfino da un punto di vista estetico.

L’eleganza può essere molte cose, ma in questa strana lingua diventa numeri. Infiniti per la precisione. Da una parte c’è una frazione$$\frac{1+\sqrt{5}}{2}$$

Dall’altra una sequenza infinita. Se la volete costruire basta che il numero successivo sia la somma dei due precedenti $$0,1,1,2,3,5,8,13,21..$$

Il perché noi parliamo non ce lo dice certo la lingua che usiamo, ma questi numeri sono nascosti nella natura, a partire da un girasole.

La sezione aurea